Il no poo: si può vivere bene senza lavarsi i capelli con lo shampoo?

Posted by Silvia Sebastiano on
Il no poo: si può vivere bene senza lavarsi i capelli con lo shampoo?

 

Il no poo è una tendenza già diffusa sui social. Consiste nel non lavare i capelli con lo shampoo “tradizionale”.

Secondo i no poo infatti tutti gli shampoo seccherebbero inevitabilmente il cuoio capelluto e i capelli. Di conseguenza il cuoio capelluto compenserebbe tale perdita aumentando la produzione di sebo.

Come fanno a lavarsi i capelli i no poo?

I no poo non sono allergici all’igiene personale, ma non lavano mai la testa con lo shampoo. Sono infatti convinti che gli shampoo in commercio danneggiano il cuoio capelluto e i capelli.

Li lavano dunque con metodi alternativi. Usano semplicemente acqua o si servono del bicarbonato di sodio come “detergente naturale”. Oppure creano shampoo casalinghi a base di argilla.

La soluzione: usare il bicarbonato di sodio

I no poo sono perciò convinti che il bicarbonato di sodio garantisca loro una corretta igiene della chioma. In realtà il bicarbonato di sodio ha potere igienizzante solo in soluzione satura, quando cioè non è più possibile sciogliere altro bicarbonato nel miscuglio creato. Inoltre questa sostanza non ha un buon potere sgrassante.

Bicarbonato di sodio e aceto di mele

Spesso i no poo usano il bicarbonato al posto dello shampoo e l’aceto di mele come balsamo. Tuttavia utilizzare allo stesso tempo una sostanza acida e una sostanza basica potrebbe danneggiare progressivamente la cheratina e il cuoio capelluto.

Low poo e co-washing

Al movimento dei no poo, che rifiutano l’uso degli shampoo sintetici, si avvicinano i fautori del low poo e del co-washing.

I low poo ammettono l’uso dello shampoo industriale occasionalmente, una volta al mese circa.

I co-washing bandiscono invece l’uso dello shampoo e lavano i capelli solo con il balsamo. Tuttavia questo tipo di lavaggio è stato pensato dalla sua creatrice, la parrucchiera americana Lorraine Massay, solo per chi ha i capelli ricci e crespi.

 

 

Case vacanza: le dieci località più richieste in Italia secondo subito.it

Posted by Silvia Sebastiano on
Case vacanza: le dieci località più richieste in Italia secondo subito.it

 

Subito.it è uno dei più noti siti italiani a occuparsi di compravendita online. Tra le altre cose, si occupa anche dell’affitto di case vacanza.

Il sito ha analizzato 7,6 milioni di ricerche, effettuate nel periodo compreso tra il primo gennaio e il 5 maggio. Lo scopo era individuare le dieci località più richieste per una casa vacanza: i risultati dell’analisi si sono rivelati sorprendenti.

Località balneari o città d’arte?

Tra le località più richieste per l’affitto di una casa vacanza quelle balneari hanno senza dubbio la meglio sulle città d’arte. Il mare è inoltre di gran lunga preferito alla montagna, al lago e alla campagna.

Vediamo dunque nel dettaglio quali sono le dieci località italiane più richieste per una casa vacanza.

Case vacanza in Italia: le prime cinque posizioni

Il primo e il secondo posto della classifica sono occupati da Costa Rei e San Teodoro, due località balneari della bellissima Sardegna. Costa Rei si trova nella parte meridionale dell’isola, San Teodoro in Gallura.

Al terzo posto si fa notare Torre Lapillo, nel Salento. Torre lapillo è una frazione di Porto Cesareo, in provincia di Lecce.

Al quarto e quinto posto Jesolo e Bibione rendono il giusto onore alla bellezza del Veneto.

Classifica italiana delle case vacanza: le ultime posizioni

Al sesto posto della classifica stilata da subito.it troviamo San Vito Lo Capo, un piccolo comune in provincia di Trapani, in Sicilia.

Al settimo posto compare nuovamente la Sardegna con Villasimius, un borgo collocato nella parte sudorientale dell’isola.

L’ottavo posto è occupato per la seconda volta dal Salento e per l’esattezza da Porto Cesareo, rinomata località turistica del tacco d’Italia.

Chiudono la top ten due località balneari del Lazio: Terracina e Gaeta. Terracina è conosciuta non solo per i suoi splendidi lidi, ma anche per i suoi monumenti di interesse storico e archeologico.