Sei animali ibridi che non conosci. La natura stupisce ancora.

Posted by Silvia Sebastiano on
Sei animali ibridi che non conosci. La natura stupisce ancora.

Il coywolf, l'ibrido selvaggio del Nord America

Una immagine dello zebrallo, l’ibrido generato da un cavallo e una zebra

 

Da quando l’uomo si dedica all’allevamento, ha provato a incrociare tra loro i suoi animali domestici, per rivavarne individui più resistenti o più redditizi. A volte gli allevatori hanno provato a incrociare anche specie diverse, ottenendo i cosiddetti “ibridi”. Così è avvenuto per il mulo e il bardotto. Il mulo deriva dall’incrocio tra un asino e una giumenta; il bardotto invece dall’incrocio tra un cavallo e un’asina.

Gli ibridi sono generalmente sterili, ma occasionalmente alcuni individui mantengono le capacità riproduttive.

Non solo nell’allevamento, ma anche in natura è possibile incontrare gli ibridi.

Lo zebrallo, un ibrido a strisce

Lo zebrallo deriva dall’incrocio tra un cavallo e una zebra. Se l’incrocio avviene tra una zebra e un pony, l’ibrido che ne risulta è detto zoney. Lo zebrallo ha il corpo slanciato e allungato del cavallo e il manto striato come la zebra.

Forte e resistente alle malattie, lo zebrallo è stato “creato” dai boeri nel 1800.

Il coywolf: un ibrido lupesco

Per coywolf si intende l’incrocio naturale tra coyote e lupo grigio. Infatti questi due animali hanno in comune parte del dna.

Ciò consente al coywolf di raggiungere la maturità sessuale. Contrariamente alla maggior parte degli ibridi il coywolf può dunque riprodursi e in Nord America sono presenti milioni di esemplari.

Il cama

Il cama è il frutto dell’incrocio tra un dromedario maschio e una femmina di lama. Come il coywolf si può riprodurre, perché dromedari e lama possiedono lo stesso numero di cromosomi.

Questo ibrido è il risultato delle ricerche e degli esperimenti sviluppati a Dubai alla fine degli anni Novanta. Le sue caratteristiche consentono agli allevatori di produrre molta più lana rispetto ai tradizionali allevamenti di lama.

Il giaguone, il ligre e il tigone

Conseguenza dell’incrocio naturale tra un giaguaro maschio e una leonessa è il giaguone. Al Bear Creek Wild Life Sancturay, in Canada, è possibile ammirare due esemplari di questo ibrido.

Anche tigri e leoni possono generare ibridi. Dall’accoppiamento tra un leone maschio e una tigre femmina nasce il ligre. Il frutto dell’incrocio tra tigre maschio e leonessa è invece il tigone.

Tigri e leoni in natura vivono in habitat differenti, perciò questi ibridi nascono in cattività. Solo le femmine del ligre sono fertili e possono accoppiarsi con tigri e leoni.

Valle d’Aosta: 5 prodotti tipici valdostani da non perdere

Posted by Silvia Sebastiano on
Valle d’Aosta: 5 prodotti tipici valdostani da non perdere

Una immagine della fontina Dop valdostana

 

La Valle d’Aosta è una piccola regione italiana, incastonata tra Francia e Piemonte. Nonostante le dimensioni modeste, ha una florida economia basata sul turismo e sulla produzione di energia idroelettrica.

L’attività antropica più antica presente sul territorio è senza dubbio l’allevamento, ancora oggi ampiamente diffuso tra la popolazione. Una attività strettamente legata alla produzione agroalimentare della regione.

Vi presentiamo ora cinque prodotti tipici valdostani , assolutamente da non perdere.

La fontina Dop: il formaggio più famoso della Valle d’Aosta

La fontina Dop è un formaggio a Denominazione d’origine protetta prodotto esclusivamente in Valle d’Aosta. Ricavato dal latte vaccino,  questo formaggio deve stagionare per almeno tre mesi. La stagionatura avviene in ambienti naturali ipogei.

Particolarmente pregiata è la fontina d’alpeggio.

Il fromadzo Dop

Il fromadzo valdostano Dop è un formaggio magro prodotto con latte vaccino e l’eventuale aggiunta di una piccola quantità di latte caprino. La sua stagionatura va da due mesi a dieci mesi, e può essere aromatizzato ” con semi e bacche selvatiche”.

Il fromadzo nasce nel 1865, in seguito a un bizzarro editto francese che obbligava gli allevatori a produrre solo burro e formaggi magri.

La mocetta valdostana

La mocetta valdostana è carne essiccata. Si prepara con tagli magri in genere  di carne bovina, ovina e di capra. La carne viene aromatizzata con svariate spezie (pepe nero, rosmarino, aglio, bacche di ginepro, timo) e deve stagionare per almeno tre mesi.

La mocetta valdostana fa parte dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani; si distingue per il suo sapore forte e deciso.

Il boudin : eccellente piatto povero della Valle d’Aosta

Il boudin è una varietà di sanguinaccio prodotta in Valle d’Aosta. Nasce come piatto povero, più adatto alla mensa dei pastori che dei gentiluomini. E’ infatti una salsiccia contenente patate lesse, lardo, barbabietole rosse, vino e sangue (ovino o suino).

Il boudin può essere consumato bollito o cotto in forno, dopo almeno quindici giorni di essiccazione.

Le tegole

Le tegole valdostane sono dei biscotti friabili, la cui forma ricorda le tegole dei tetti.

La ricetta prevede l’uso di albume, zucchero, farina di mandorle e farina di nocciole. Si attribuisce la creazione di questo dolce alla famiglia di pasticceri Boch.