Il caffè: il chicco africano che ha incantato il mondo

Posted by Silvia Sebastiano on
Il caffè: il chicco africano che ha incantato il mondo

Il caffè è forse la bevanda più amata e diffusa in tutto il mondo. Se ne contano circa ottanta varietà.

Due sono però quelle che dominano il mercato internazionale: la Coffea arabica e la Coffea canephora. La Coffea arabica  è originaria dell’Etiopia ed è considerata quella di maggior pregio. Si coltiva in America centrale, in Sudamerica e sulle coste dell’Africa orientale. La Coffea canephora o robusta è invece originaria del Congo. Ha un sapore forte e amaro. Si coltiva in Africa occidentale e nelle zone tropicali dell’Asia.

Il caffè turco

Il caffè è consumato in tutti i paesi del mondo. Ogni luogo o area geografica ha la sua particolare preparazione di questa bevanda.

In Turchia e nei Balcani è diffuso il caffè turco. La polvere viene unita ad acqua bollente, con l’eventuale aggiunta di spezie. Non si beve subito: bisogna aspettare che sul fondo delle tazzine si depositi il sedimento.

Il caffè arabo

Il caffè arabo è affine a quello turco, ma presenta notevoli differenze. In un primo momento i chicchi precedentemente tostati vengono pestati finemente insieme al cardamomo. Si mescola la polvere ottenuta all’acqua e il tutto viene portato più volte in ebollizione in una particolare caffettiera. La bevanda così ottenuta si serve amara e accompagnata da datteri; si deve bere all’istante.

La sua preparazione, lunga e impegnativa, è legata a occasioni significative della vita sociale.

La specialità napoletana

Il caffè napoletano si prepara con una particolare caffettiera, detta cucumella. L’invenzione della cuccumella risale al 1819.

Il procedimento è abbastanza semplice. Si riempie il serbatoio dell’acqua della cuccumella, “quindi si inserisce il contenitore del caffè e lo si riempie” di caffè appena macinato. Poi ” si chiude il contenitore con il filtro e con il serbatoio della bevanda”. Si mette la cuccumella sul fuoco e quando l’acqua bolle si capovolge la caffettiera. Infine con un cono di carta si copre il beccuccio della caffettiera.