Accoglienza migranti e l’apertura delle … “coscienze”!

Condividi

Nei centri accoglienza a volte nasce l’amore tra le operatrici e gli ospiti, ma l’amore non si pone domande per esprimersi

Nel mese di settembre ad alimentare il gossip è stata una donna di 32 anni che lavora nella gestione dell’accoglienza.

Francesca Testi invia una lettera a Concita De Gregorio editorialista per “La Repubblica” perché delusa dalla madre che rifiuta la sua relazione con un migrante di nome Jeff.


Fin qui qualcuno potrebbe obiettare: è allora?


Margherita Scarpellini, la madre,  in effetti la butta sul pesante e Francesca dice di aver avuto questa risposta:


Mi ha detto che sono una persona malata, che i neri vanno solo compatiti, che avrebbe dovuto farmi arrestare, che lui sta con me solo per tornaconto.


Margherita Scarpellini non è una militante della destra politica, ma la sindaca di Monte San Savino in forza al PD.

A parte le incivili accuse rivolte a Francesca, che non meritano nemmeno di essere menzionate, per gli avversari del PD è stato un vero e proprio invito a nozze ironizzando sulla situazione

Cercando di riparare alla “gaffe” uscita dal cuore materno, cerca di correggersi, in maniera non certamente meno infausta, così

“Trovo davvero meschino che una vicenda che appartiene alla mia dimensione familiare venga distorta e strumentalizzata in chiave politica. (…)

L’affetto verso una figlia è normale che generi preoccupazioni allorchè essa si trovi a frequentare una persona che vive una situazione di estrema precarietà.

Nulla contano in questo il colore della pelle o la provenienza geografica.

Allo stesso modo è normale che certe preoccupazioni siano mal interpretate e possano generare incomprensioni, sempre all’interno di una famiglia”.


Accoglienza e basta?


Ma cosa spinge numerose ragazze e donne a cercare rifugio nelle braccia di un richiedente asilo? Cosa pensano i migranti delle donne italiane?

Alle donne lo stupro piace

Abid Jee, è un 24enne di Crotone, trasferitosi a Bologna per conseguire la laurea in Giurisprudenza.
Uno che mastica Legge dovrebbe anche conoscere il peso di una parola, specialmente se quella parola viene pronunciata in un contesto sociale molto “caldo”.
Collaborava con la Cooperativa Lai-Momo, una delle tante che gestiscono i cosiddetti migranti, come mediatore culturale e operatore sociale.

Dopo i fatti di Rimini (leggi QUI), in un commento su Facebook sostenne che lo stupro è “peggio ma solo all’inizio… omissis … poi la donna diventa calma ed è un rapporto normale”.

Lascia un like...


Inevitabile la reazione sdegnata da parte dei frequentatori del social.

a Camaiore

Il classico segreto di Pulcinella, ma qualcuno deve pur scriverlo su un giornale per far conoscere un segreto che non è mai stato tale.


Camaiore ha ricevuto gli onori della cronaca per un’anomala attività che ruotava attorno al Centro di Accoglienza.

Uno strano andirivieni di donne aveva sollevato più di un sospetto nella struttura denominata “La Misericordia.

Una situazione che si verificava ogni sera sempre alla stessa ora. I vicini di casa cercavano di capire cosa stesse succedendo in un orario dove gli ospiti dovevano quantomeno dormire.
Non era possibile riconoscere le persone perchè avevano il volto coperto e camminavano al buio.

Mantenere a lungo un segreto in un piccolo paese non è semplice e in men che si dica qualcuno disse: nel centro per migranti se la spassano con le nostre donne!



La “bomba” non esplode per una questione di “corna” ma per l’allegra vita che si conduceva all’interno del Centro con relativi schiamazzi notturni.

Fu proprio questa strana attività legata al trambusto a convincere i soliti vicini a recarsi dal sindaco Alessandro Del Dotto (PD).

Le indagini ambientali


Le forze dell’ordine si impegnarono con appostamenti e riprese fotografiche.

Gli agenti non credono alle voci di paese e le considerano semplici e normali pettegolezzi di un paese affogato dalla noia.


Pensavano di trovare attività che entrassero dentro il cerchio della criminalità comune.

Raccolte le prove necessarie, per ottenere un mandato, passano all’azione facendo ingresso  nel centro, ma non trovano nulla di irregolare.

Gli ospiti erano sdraiati nel letto e si mostravano sorpresi da quella irruzione, ma il segreto era nascosto sotto i loro letti.
Donne truccate di varie nazionalità tra le quali delle italiane e tra queste anche dello stesso paese.
Una situazione da commedia all’italiana degli anni ’70, solo che in quel caso si trattava di film che ironizzavano su fatti realmente accaduti.

In questo caso la realtà è stata vissuta in prima persona da qualche marito imbufalito.


Condividi

Partner links