Il peperone: come coniugare la salute e il gusto sulla nostra tavola

Tra gli ortaggi estivi, i peperoni sono tra i più utilizzati in cucina. In primo luogo perché ne esistono diverse varietà, con colorazioni che comprendono il rosso, il giallo e il verde. In secondo luogo, possono essere cucinati in innumerevoli modi, ed è possibile consumarli anche crudi o semplicemente marinati.

L’Italia vanta una produzione di peperoni non indifferente, tra i quali si trovano la papacella napoletana, il peperone di Carmagnola e quello di Capriglio.

Oltre ad essere ortaggi buoni e sfiziosi, i peperoni sono un alimento davvero salutare. Scopriamo dunque insieme tutte le virtù di questo ortaggio!

Cosa contiene il peperone

Non è un caso che il peperone sia un ortaggio tipico della stagione estiva, dato che contiene una elevata quantità d’acqua (più del 90 %) , fibre, vitamine e sali minerali. I peperoni infatti sono molto ricchi di vitamina C, betacarotene e vitamina A; contengono anche “potassio, ferro, calcio e magnesio”. Possiedono poi diverse vitamine del gruppo B, essenziali per il buon funzionamento dell’intero organismo.

Essi inoltre sono una buona fonte di fibre (pectina e cellulosa) e possono tranquillamente essere inseriti in una dieta ipocalorica, in quanto hanno solo 22 calorie ogni 100 grammi.

Le virtù di questo ortaggio

Grazie ai suoi numerosi nutrienti, il peperone giova alla salute dell’uomo e sarebbe bene consumarlo abitualmente, quando è di stagione. Infatti in primo luogo svolge una elevata funzione antiossidante, ed è un ortaggio depurativo e diuretico.

In secondo luogo, grazie ai suoi flavonoidi e alla capsaicina, “evita l’accumulo di colesterolo cattivo nel sangue”. Giovano anche alla vista e sono utili nel prevenire ” malattie degenerative dell’occhio come cataratta, glaucoma e degenerazione maculare”.

Infine, insieme alle carote e al sedano, il peperone è un’ottima fonte di luteolina, una molecola che sembra ridurre diversi disturbi cerebrali; infatti sembra che la luteolina  inibisca il “rilascio di molecole infiammatorie nel cervello”.

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