Veronica Panarello: rivelazioni schock dall’ex compagna di cella

Mentre questa mattina si è svolta la seconda udienza del processo di Veronica Panarello, arrivano rivelazioni schock da parte di una sua ex compagna di cella. La Panarello è stata condannata a 30 anni di reclusione il 17 ottobre 2016, per aver ucciso suo figlio Lorys e per averne occultato il cadavere.

La madre del piccolo Lorys aveva inizialmente negato il suo coinvolgimento alla morte del figlio, per poi confessare e descrivere dettagliatamente l’accaduto. Nell’ultimo periodo però, ha di nuovo cambiato le carte in tavola, affidando l’intera colpa dell’omicidio al suocero, Andrea Stival. Secondo quanto detto da Veronica infatti, lei ed il nonno di Lorys avevano una relazione e, essendo stati scoperti dal piccolo, l’uomo si è trovato costretto ad ucciderlo.

Lettera Veronica Panarello

Proprio riguardo a queste spaventose parole, arrivano delle rivelazioni davvero importanti fatte durante la trasmissione televisiva Quarto Grado. La testimone che riferisce alcune parole dette da Veronica, è l’ex compagna di cella della donna.

L’accusa al suocero di aver avuto un rapporto e di avere ucciso il nipote? Ha detto che l’ha fatto apposta perché il marito l’aveva abbandonata in carcere, e quindi lei si stava vendicando.

Queste le parole schock dette dall’ex detenuta, ma non solo. La donna continua spiegando quanto Veronica le ha detto, ovvero che parte di questa vendetta ai danni del marito è frutto di un paio di occhiali non portati alla moglie.

Gli avevo chiesto gli occhiali che sono a casa e non me li ha portati, e io sto reagendo a modo mio. Ovvero ho messo in mezzo suo padre dicendo che ha ucciso lui il piccolo Lorys.

Come se non bastasse, la testimone aggiunge che la Panarello le ha parlato anche delle famose fascette che hanno ucciso il piccolo. La madre, secondo quanto riportato dalla compagna di cella, avrebbe confermato di essere stata lei a legargli le manine con quelle fascette. Reazione alla poca voglia che aveva Lory di andare a scuola. Conclude sottolineando però che fu proprio Lorys a mettersi la fascetta attorno al collo, mentre lei era al telefono con il padre del bambino.

Affermazioni davvero sconvolgenti quelle fatte da questa testimone a Quarto Grado, ma di cui la difesa sembra non interessarsi. Secondo quest’ultimi, le parole dette dall’ex detenuta sono senza interesse e valenza probatoria.