Mi sono sempre chiesto come vengono scoperti i trucchi e i segreti nei videogiochi… Dai box di monete invisibili di Super Mario, fino al mitico HESOYAM di GTA San Andreas, mi chiedevo “Possibile che ci sia qualcuno che provi tutte le combinazioni di tasti per trovare i trucchi? Che saltava ogni pixel di Super Mario per trovare i box?”. Indagando un po’, ho scoperto che la realtà è un po’ diversa…
Perché esistono i trucchi nei videogiochi?
Iniziamo con spiegare perché esistono (esistevano…). Nella maggior parte dei casi, i programmatori ideavano questi codici che gli permettevano di testare parti del gioco più facilmente, senza doversi impegnare troppo solo per raggiungere un certo punto. Pensa per esempio un gioco a più livelli, se volevano testare solo il livello 3, ma per arrivarci dovevi passare l’1 e il 2, si perdeva tanto tempo a dover giocare i primi due livelli solo per poi testare il 3… Coi trucchi, raggiungevi velocemente il livello 3 e testavi, risparmiando tempo.
Dirai “non potevano creare semplicemente un ambiente a parte in cui testare e selezionare i livelli facilmente”? Parliamo soprattutto dei videogiochi più vecchi, prima del 2000 anche. A quei tempi, produrre un videogioco era costosissimo, ogni test costava, ogni “ambiente a parte” costava. Ogni singola copia del videogioco costava… Insomma, fare versioni e versioni del gioco così come anche solo testarli e trovare i bug non era semplicissimo. Se avevi una versione del gioco che funzionava, non la toccavi (trucchi o non trucchi).
Chi scopriva i trucchi dei videogiochi?
Se questo era il motivo per cui venivano creati, resta inspiegabile come riusciamo a trovarli sempre tutti, no? Non è che i programmatori fanno i furbi e se li vendono ? No no, il motivo è meno losco e sorprendente di quanto sembri.
Non pensate ai videogiochi come l’industria da decine, centinaia, di miliardi di euro l’anno che è oggi, con compagnie miliardarie con migliaia di sviluppatori, migliaia di grafici, con spot pubblicitari più belli del gioco stesso… no. Nonostante la bassa concorrenza, era limitato anche il pubblico e soprattutto i mezzi per raggiungerlo.
Quindi… perché non usare i trucchi proprio come pubblicità gratuita? Essendo quella dei videogiochi una nicchia ristretta (ma popolare almeno tra i giovani), c’erano editori che dedicavano intere riviste ai videogame. Li presentavano, elogiavano pregi e difetti, li descrivevano proprio come facciamo oggi nei blog e i siti web di tutti i tipi che troviamo riguardo il mondo del gaming. Gli svilupattori quindi fornivano a queste riviste i codici, affinché loro li pubblicassero, facendo pubblicità al gioco (magari ne incominciavano anche a parlare e quindi i lettori scoprivano il gioco e lo compravano incuriositi). E’ così che i trucchi dei videogiochi si diffondono principalmente.
Ovviamente non funziona così per tutti i giochi, per la maggior parte diciamo. Per gli altri invece? Qui la storia si fa interessante…
Community, hacker e hashing
In molti casi gli sviluppatori non rilasciavano trucchi o ne diffondevano soltanto alcuni, pochi. Casualmente quindi la gente ne scopriva di nuovi, rendendosi conto che quindi quelli diffusi non erano tutti. Nei primi anni 2000, Internet prendeva piede, nascevano i forum e le prime community. Quelle dei gamer furono tra le prime, anche proprio per necessità. Oggi ci basta andare su Youtube e cercare un gameplay, un tutorial, uno shorts e capiamo come superare qualsiasi livello, come sbloccarci da qualsiasi situazione o errore il gioco ci porta. Una volta ovviamente non era così semplice, se non riuscivi a superare un livello dovevi chiedere aiuto a chi ce l’aveva fatta (e Youtube non c’era). Quindi sui forum nascevano community specifiche dei vari giochi dove la gente si aiutava per riuscire a completare un gioco. L’unione fa la forza, no?Oltre a chi scopriva cosa e le diceva pubblicamente, iniziavano ad arrivare i primi programmatori da cameretta, i primi “hacker” adolescenti, che non potevano ancora provare ad hackerare la Nasa quindi facevano pratica proprio con i videogiochi. Scoprire quindi cheat code e combinazioni di tasti che producevano trucchi era diventato semplice e alla portata di tutti.
Tra smanettoni e hacker, i trucchi diventarono un modo per divertirsi insieme, tra siti web e forum dove si pubblicavano trucchi, consigli, soluzioni…
Una storia interessante è quella di GTA San Andreas. Nella versione per PC rilasciata dopo quella per console, per generare i trucchi gli sviluppatori oltre a inserire parole di senso compiuto che attivavano i trucchi (tipo ROCKETMAN per il jetpack) crearono un particolare sistema di “hashing” che li gestiva. Ogni tasto premuto, tramite una funzione matematica, crea un hash, una stringa di caratteri unica per ogni combinazione di tasti premuta. Da qui, i giovani hacker, trovarono combinazioni alternative ai codici ufficiali rilasciati dalla Rockstar. Codici come HESOYAM per esempio sono stati scoperti tramite questo processo, non perché rilasciati ufficialmente
Che fine hanno fatto i trucchi per i videogiochi?
Ormai il mondo dei videogiochi è cambiato. Tra video, social e multiplayer stanno cambiando i giochi, le modalità, il marketing e quindi il bisogno stesso dei trucchi. Se prima era una prassi, oggi restano gli easter egg e basta. Inserire i trucchi per esigenze di programmazione non ha più senso, chi mette ancora trucchi nei giochi lo fa volontariamente e per motivi diversi. Per aiutare, per rendere il gioco diverso, ma difficilmente per necessità o conseguenza.