Stupro verbale: la violenza psicologica e fisica sulle donne

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Stupro verbale. La lingua non ha ossa, ma rompe le ossa



Frasi che umiliano ed uccidono la sensibilità femminile

Mettono a nudo il corpo e l’anima, distruggono la sicurezza e l’autostima. La cronaca di questi ultimi mesi ha devastato ulteriormente la condizione della donna vista “come un oggetto da sottomettere e violentare selvaggiamente”. Ma sono sempre di più le donne che oggi sono vittime di un’aggressività fatta anche di parole e insulti. Un fenomeno sottovalutato perché si da un’importanza minore rispetto alla violenza sessuale fisica, ma è anche e in gran parte sommerso e bisogna dare voce a questa che è anch’essa una violenza contro le donne.

Sono tantissime le donne che subiscono tutti i giorni, ma resta un fenomeno sommerso, sottostimato, minimizzato. Solo chi l’ha vissuto sulla propria pelle ha conosciuto il devastante effetto sulla salute psicologica.


Stupro verbale

Un’aggressione premeditata attuata non con l’arma del corpo, ma attraverso quella più sottile e affilata delle parole e che trafigge nel profondo la sua vittima, la umilia, e ne smantella l’autostima svuotandola di ogni capacità di difesa.

Una violenza subdola perché perpetrata senza alcun contatto fisico e apparentemente non pericolosa ed è anche per questo che le vittime difficilmente trovano ascolto e comprensione. E’ per questo che viene sottovalutata.

Ma chi l’ha attraversata conosce quella sensazione di totale impotenza che blocca ogni capacità di reagire, di farsi valere, di gridare in faccia all’aggressore la propria rabbia. Una mancata reazione che dopo ti fa stare ancora più male, ti corrode dentro per giorni e giorni.


… avrei potuto dire, avrei potuto fare, avrei potuto urlare in modo che tutti sentissero e mi aiutassero…ma lo avrebbero fatto?


Domande che tormentano l’anima

… e che devono portare alla conclusione di quanto sia importante reagire e di non sopportare insulti, gesti o anche sguardi che offendono più delle parole stesse.  I danni che arrecano sono vere e proprie sevizie psicologiche, iniziano come un gioco seduttivo, ma che poi trascendono. Generalmente lo stupro verbale è uno strano e perverso gioco che si rivolge ad una donna, ma anche ad una bambina, che magari è stata vista solo una volta e che ha attirato l’attenzione dello stupratore.

Comincia a studiare ogni sua mossa

… prima di avvicinarla e di entrare prepotentemente e di forza nella sua vita. Forse è davvero interessato a lei, ma non è in grado di usare altri strumenti per stabilire un contatto se non quello della molestia verbale, aggressiva, pesante, sconvolgente. Non è assimilabile del tutto l’insulto, il turpiloquio, l’uso di parole umilianti allo stupro fisico. Ma la vera difficoltà di chi lo subisce sta nel dimostrare agli altri di aver subito una violenza psicologica. Molte donne violentate fisicamente hanno Io stesso problema, perché non sempre si trovano le prove. E la sensazione di abbandono, di solitudine è tremenda.

Non c’è anche la paura che l’aggressione verbale possa trasformarsi in aggressione fisica? Che il molestatore, insomma, passi dalle parole ai fatti. Certo, la paura esiste ed è fomentata dall’angoscia e dall’insicurezza. Ma di solito l’aggressore verbale rimane tale.

Eppure, molte delle donne che subiscono questo tipo di violenza hanno bisogno di un aiuto, di un supporto perché riescano a reagire, a ritornare a vivere con sicurezza la loro vita. Il percorso da fare, rispetto alle vittime di stupro sessuale, è però diverso. La cosa migliore è presentare subito una denuncia alla polizia e poi rivolgersi, se lo si ritiene necessario ad un analista.



Sì, perché se per alcune è stato un incidente di qualche minuto, per altre si è trattato di un incubo che è durato mesi. Tutte però si trascinano quella ferita, quell’umiliazione per parecchio tempo. E a volte solo con l’aiuto di un terapeuta riescono a liberarsi dalle scorie psicologiche lasciate dentro di loro.

A riprendere insomma un’esistenza normale.


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