Il diamante: la pietra preziosa più desiderata al mondo

Diceva, scherzosamente, Marilyn Monroe che i diamanti sono i migliori amici delle donne. Questa pregiata pietra preziosa, oltre a essere molto apprezzata dagli appassionati di gioielli e gemme, ha in effetti caratteristiche peculiari.

Le proprietà del diamante

Solo il 23% della produzione diamantifera viene utilizzato in oreficeria: il restante 77% è richiesto nel settore dell’industria. Questo per le straordinarie proprietà di questa pietra.

Il diamante è costituito da atomi di carbonio, che vanno a comporre in genere un ottaedro. Esso è la pietra più dura del mondo dei minerali, ma al contempo è fragile. Ha una elevata conducibilità termica (il quadruplo del rame); questa sua caratteristica ” è sfruttata per operazioni a tecnologie molto avanzate”. Non conduce invece bene l’elettricità.

La scoperta del diamante

Il diamante è conosciuto in Europa fin dal tempo degli antichi Romani, ma la natura di questa pietra rimase ignota fino alla prima metà del diciannovesimo secolo. Infatti verso la fine del 1600 si verificò che i diamanti sono minerali combustibili (fatto precedentemente ipotizzato da Isaac Newton); ma fu il chimico inglese H. Davy (1778-1829) a dimostrare che il diamante è costituito da carbonio.

Usi pratici di questa pietra

Nel settore industriale il diamante si utilizza per perforare, tagliare e molare. Grazie alla sua eccezionale durezza, questo minerale è presente anche nelle nostre cucine; infatti per rendere i coltelli più affilati, sono talvolta ricoperti di un sottile strato di polvere di diamanti. Si utilizza inoltre per la fabbricazione di particolari lenti ottiche e di “semiconduttori di elevata potenza”.

I giacimenti di diamante

Tra i giacimenti di diamante sfruttati da lunga data si trovano quelli di Kimberley in Africa australe e presso il fiume Viljui in Russia (Jakutia). Molti sono presenti nel Congo, “in Brasile, in Angola, in Tanzania, nel Ghana e sulle coste dell’Africa occidentale”.

In natura questa pietra si reperisce “sotto forma di granuli e di piccoli ottaedri smussati durante le alluvioni”

 

 

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