“LA GABBIANELLA E IL GATTO” AL CINEMA VENTI ANNI DOPO

“LA GABBIANELLA E IL GATTO” AL CINEMA VENTI ANNI DOPO

"La gabbianella e il gatto" sul grande schermo dal 21 al 24 marzo

“E’ molto facile accettare e amare chi è uguale a noi, ma con qualcuno che è diverso è molto difficile, e tu ci hai aiutato a farlo”, Luis Sepùlveda

La gabbianella e il gatto torna sul grande schermo dal 21 al 24 marzo, a più di venti anni dalla prima proiezione del 1998.

Senza dubbio i bambini di ieri, oggi genitori, porteranno i loro figli a vedere questo piccolo capolavoro italiano del film animato. Per leggere forse nei loro occhi lo stesso stupore provato molti anni prima.

La gabbianella e il gatto

La gabbianella e il gatto è un cartone italiano del 1998, diretto da Enzo D’Alò e prodotto dalla Cecchi Gori. E’ tratto dal libro Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare dello scrittore cileno Luis Sepùlveda.

Il film animato riscosse alla sua prima uscita uno straordinario successo di pubblico e di critica. Incassò infatti più di 12 miliardi di lire e vinse nel 1999 il prestigioso premio “Il Nastro d’Argento”.

La colonna sonora originale è di David Rhodes; tra gli interpreti italiani della colonna sonora italiana i cantautori Ivana Spagna e Samuele Bersani.

Protagonisti e trama

I protagonisti della pellicola animata La gabbianella e il gatto sono i gatti che vivono nel porto di Amburgo: Zorba, Colonnello, Segretario, Diderot e Pallino. E naturalmente un piccolo gabbiano.

La banda di felini adotta una gabbianella orfana di madre, Fortunata (detta Fifì). Fortunata cresce convinta di essere un gatto. Un giorno i topi, nemici dei gatti, rapiscono la gabbianella, ma l’intervento di Zorba e dei suoi amici riesce a risolvere tutto.

Tematiche del cartone animato

La gabbianella e il gatto è in primo luogo un cartone animato “di formazione”. Infatti narra la storia della gabbianella Fortunata che, dopo molte disavventure, accetta la sua identità di gabbiano e impara a volare.

A ciò si aggiunge la tematica ambientalista, evidente nella triste fine della madre di Fifì, Kengah, morta a causa di una chiazza di petrolio.

Infine, l’accettazione del diverso e il valore dell’amicizia.


Lascia un commento...

avatar
  Iscirviti  
Notificami