Vino e cultura enogastronomica. La 53° edizione di Vinitaly a Verona.

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E dove non è vino non è l’amore; né alcun altro diletto hanno i mortali, Euripide

Dl 7 al 10 aprile 2019 la città di Verona ha ospitato, come di consueto, la 53° edizione di Vinitaly.

Si tratta di una delle più importanti manifestazioni enogastronomiche in Italia e all’estero. Vinitaly gode infatti di un indiscusso prestigio mondiale, essendo una manifestazione internazionale.

I padiglioni

Il Salone del vino ha aperto ai visitatori numerosi padiglioni, dedicati alle aziende vinicole di tutte le regioni italiane. Particolare attenzione è stata riservata al Veneto. La regione è infatti presente con le sue cantine in ben tre padiglioni.

Non è mancata la possibilità inoltre di assaggiare vini internazionali. Oltre al vino, anche l’olio extravergine di oliva e la birra hanno trovato spazio tra i padiglioni.

I servizi forniti

Agli appassionati di vino non è stato fatto mancare nulla. Erano previsti infatti all’interno della manifestazione spazi dedicati alla degustazione, alla gastronomia e al benessere.

Vinitaly coinvolge infatti non solo viticultori, ma anche ristoratori e aziende di cosmetica. Il tutto accomunato dal colore e dal sapore del vino.

I migliori vini del Vinitaly

Ecco alcuni dei vini che hanno fatto bella mostra di sé al Salone del vino 2019, conquistando col loro gusto sommelier e cultori in genere.

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Il Vermentino di Gallura Spèra, prodotto dall’azienda vinicola gallurese “Cantina siddùra” di Luogosanto. E’ un vino bianco in grado di soddisfare i palati più raffinati.

Il Barolo doc Terlo Riserva 2013, imbottigliato dalla cantina cuneese “L’Astemia pentita”.

Il Cerasuolo d’Abruzzo dop “Hedòs” 2018, della Cantina “Tollo” di Chieti, vino rosato dal gusto intenso e morbido.

Il Lambrusco Grasparossa di Castevetro dop, frizzante secco, “Vini dei Re” 2018, della cantina “Settecani Castelvetro” di Modena.

Il Passito di Pantelleria doc “Ben Ryé” Donnafugata, prodotto a Marsala (Trapani).

Lo Spumante Brut veronese Lessini Durello doc “Settecento 33”, imbottigliato dalla “Cantina di Soave”.

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