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Yara Gambirasio, Bossetti scrive dal carcere: sono innocente

  • anonimo 

A pochi giorni dalla sentenza di appello, Massimo Bossetti scrive al Quotidiano Nazionale, chiedendo con forza di rifare il test del Dna. Il muratore è già stato condannato all’ergastolo in primo grado, per la morte di Yara Gambirasio, trovata morta in un campo di Chignolo d’Isola. Da tre anni Bossetti si dice innocente, ma la prova regina lo condanna, oggi urla la sua estraneità e scrive una lettera.  Il 17 luglio 2017 i giudici si esprimeranno sul suo coinvolgimento e decidere se confermare o annullare la sentenza della Corte d’Assise a suo carico.

Massimo Bossetti e Giuseppe Guerinoni

Bossetti: non ho ucciso Yara Gambirasio

Il muratore di Mapello ha scritto 17 righe su un foglio protocollo e le ha inviate a QN:”Da tre anni invoco la mia innocenza. Posso marcire in carcere per un delitto atroce che non ho mai commesso? Anche Yara da lassù, ne sono convinto, spera nella giustizia“. Poi ha aggiunto che, nonostante abbia chiesto più volte la perizia in contraddittorio sul Dna, i giudici l’hanno sempre respinta. Secondo Massimo Bossetti il vero assassino di Yara Gambirasio è libertà e ride di lui, la sua speranza è quella di tornare un uomo libero.

Bossetti, l’accusa chiede la conferma dell’ergastolo

Nella giornata di ieri, Massimo Bossetti si è incontrato con i suoi legali, per definire le dichiarazioni da pronunciare in aula prima della sentenza. Successivamente i giudici si riuniranno in camera di consiglio, probabilmente per molte ore, prima di decidere. Intanto il Sostituto Procuratore, ha chiesto la conferma dell’ergastolo  comminata in primo grado per l’omicidio di Yara Gambirasio. Inoltre ha anche chiesto di condannare l’imputato, per il reato di calunnia nei confronti del suo collega di lavoro, Massimo Maggioni. Il processo d’appello è stato molto travagliato, le prove di innocenza portate a processo dalla difesa, hanno scatenato una vera lite. In particolare la foto satellitare del campo dove è stata ritrovata Yara, è stata oggetto di contestazione. I legali di Parte Civile ed i magistrati dell’accusa, hanno addirittura ipotizzato una foto taroccata.

Yara Gambirasio

L’avvocato Salvagni l’aveva portata in aula perché asseriva che in quella immagine non era presente il corpo di Yara Gambirasio. Secondo la difesa il cadavere della ragazzina, sarebbe stato portato in quel campo in un secondo momento. Ora però la parola definitiva passerà ai giudici della Corte d’Appello, i quali dovranno emanare la seconda sentenza a carico di Massimo Bossetti. In ogni caso se la sentenza dovesse essere ancora una volta sfavorevole all’imputato, rimane ancora un altro grado di giudizio: la Cassazione.

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