Blockchain, Bitcoin e crittovalute: Quello che non tutti hanno capito

E’ ormai da un po’ di mesi che si parla molto, anzi troppo, di Bitcoin, Blockchain, crittovalute o cripto valute o crypto o ecc. ecc… Ma pochi ci hanno davvero capito qualcosa.

Spiegherò in questo articolo quello che è il mio pensiero, basato su ciò che ho letto, capito, approfondito e studiato dal 2011 a oggi. Non ho fatto corsi, non ho partecipato a conferenze, non sono un esperto di economia ne di tecnologia delle reti. Sono sicuro però, che sarai d’accordo con tutto ciò che leggerai in questo articolo!

Il Bitcoin esiste grazie alla Blockchain e non viceversa.

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Che cos’è la Blockchain

Partiamo dal principio. Senza finire in lunghissime e complicatissime logiche e senza entrare nei dettagli di discorsi tecnici che richiedono anni di preparazione e studi, cerco di spiegarti che cos’è la Blockchain e perché è questo il succo della rivoluzione digitale a cui porterà.

La BlockChain, è la rappresentazione digitale dei quattro concetti molto importanti: decentralizzazione, sicurezza, trasparenza e immutabilità.  E’ un insieme di transazioni che rispettano questi quattro requisiti in poche parole.
Anche Internet però, la rete delle reti, permette di fare ciò. La differenza è che mentre una normale rete viene gestita da un unico server, il quale possiede e controlla tutti i dati che passano nella sua rete (e che può quindi eliminarli, modificarli e bloccarli a suo piacimento), la rete blockchain è peer to peer, non su un unico server quindi.

Peer to peer

La rete peer to peer, è un tipo di rete che si caratterizza per il fatto che non presenta un unico server centrale che invia dati ai client in base alle loro richieste, ma perché ogni client connesso alla rete svolge anch’esso funzioni da server.

Questa è la differenza tra rete “decentralizzata” e rete “centralizzata” (il fatto che sia decentralizzato è uno dei punti chiave del bitcoin, e della blockchain in generale). E’ molto importante questa differenza, perché esistono criptovalute centralizzate, quindi controllate da qualcuno (vedi Ripple), e ciò nuoce alle vere cripto, quelle decentralizzate (e possedute il meno possibile dalle banche 😉).

Transazioni sicure, rapide e immutabili. Se “A” invia “tot” a “B”, nessuno potrà mai cambiare questo evento. Nessuno.

Dalla Blockchain al Bitcoin

Cosa c’entrano i Bitcoin e le varie Altcoin sbucate fuori dopo del btc? La blockchain è importante non perché permette di fare transazioni, ma perché permette di farle in modo più sicuro e anche, molto importante per i primi sviluppi del bitcoin, in modo anonimo.
Poter eseguire transazioni confermate, protette e anonime è diventato l’obiettivo primario per i primi utilizzatori della blockchain.

Questo, ha permesso al cosiddetto Satoshi Nakamoto (nome fittizio del creatore) di dar vita al Bitcoin, nel 2009. Il Bitcoin non è la prima cripto-moneta nata, ma la prima che ha veramente dato inizio alla rivoluzione della blockchain ed è la moneta digitale che ha permesso di avviare la creazione di altre monete.

La possibilità di inviare denaro in maniera sicura e incorruttibile, può dar vita a importanti cambiamenti nella vita di tutti i giorni. Quante volte le banche, le società di energia elettrica o dell’acqua, ma anche lo Stato stesso, sostengono che “gli devi” dei soldi anche se tu hai già pagato? Loro ovviamente sanno che tu hai pagato, ma comunque provano a spillarti qualcosa in più perché si sa, in Italia non è semplice provare la propria onestà 🙂
Grazie alla blockchain invece, nel momento in cui la Banca X ti chiederà soldi che non gli devi (dubito che le banche esisteranno ancora dopo la blockchain, però…) la stessa banca sarà accusata di truffa, in quanto un semplice controllo della blockchain (che ricordiamo, è pubblica, può consultare chiunque) sarebbe bastato per evitare di avviare richieste di elemosina surreali (si vabbè, ho esagerato… ma il concetto spero sia chiaro).

Un’altra cosa importante che le crittovalute rendono possibile, è l’impossibilità di un ente di prenderne il controllo e quindi poter sostanzialmente deciderne prezzo e quantità disponibile, come invece avviene per quei pezzi di carta o di ferro che chiamate “soldi”. Sappiamo infatti che governi come gli Stati Uniti, hanno una propria zecca che produce denaro. In teoria, sulla base del Pil…. ma in pratica si sa di come gli Stati Uniti e chissà quanti altri stati producano denaro “non autorizzato” (fai una piccola ricerca sulle “Supernotes”).
Con le crittovalute invece, il prezzo è determinato solo ed esclusivamente dall’andamento di domanda e offerta, non dalla necessità dei politici locali di fare festini strani pagandoli con soldi non tracciabili 🙂

Non sarò io a spiegarvi i vantaggi di quanto detto, se non li avete ancora capiti completamente, ma googlando un po’ sono sicuro che capirete quale sia il vantaggio di avere una moneta decentralizzata, sicura e incorruttibile.

Dalla Blockchain alla vita

A parte il denaro però, per cosa può essere utilizzata la blockchain? Per moltissime cose, forse più utili di una moneta non controllata dai governi.

La Blockchain è molto più importante delle crittovalute di per se, in quanto le cripto esistono perché esiste la blockchain, e non viceversa. La blockchain è un insieme di transazioni (chiamate smart contracts) che provano la validità della transazione stessa e dell’avvenuto pagamento.
E’ tutto basato su algoritmi, pubblici e visibili ma non modificabili, che rendono valido uno smart contract solo se il pagamento risulta effettuato. In pratica, il lavoro del notaio in algoritmi.

Ancora non possiamo sostituire completamente la figura del notaio, del banchiere o dell’avvocato. Questo però perché non è semplice lasciar decidere tutto a un algoritmo che, per quanto preciso e infallibile, non sempre trova la soluzione più giusta, ma di solito trova quella più logica (secondo la sua logica) e non è detto sia anche la più giusta…

Con le giute istruzioni però, un algoritmo basato sulla Blockchain potrebbe tranquillamente rimpiazzare gran parte dei processi di burocrazia che attualmente svolgono persone, persone altamente corruttibili, per nulla trasparenti e decisamente meno infallibili di un algoritmo.

Ripeto, siamo lontani, ma il primo passo è stato fatto, abbiamo una “piattaforma” in grado di verificare che un determinato fatto sia avvenuto, senza che nessuno possa modificarne i dati (parti interessate, data esatta, importi…).

Conclusione

Quindi, per riassumere brevemente il tutto:

  • La Blockchain non è Bitcoin, ma il Bitcoin è Blockchain
  • Il Bitcoin è una valuta, il cui prezzo è determinato solo ed esclusivamente dall’andamento di Domanda/Offerta e non quindi da Pil, corruzione, necessità del governo degli Stati Uniti di finanziare operazioni segrete miliardarie, ecc…
  • La Blockchain è un insieme di transazioni pubbliche confermate (non solo trasferimenti di denaro, ma anche di servizi), basata sulla tecnologia peer to peer, quindi completamente incorruttibile e dalla massima trasparenza
  • Se stai studiando per diventare notaio… dovresti trasferirti in Corea, dove sembra siano molto contrari alla Blockchain…

ARTICOLO IN REVISIONE / INCOMPLETO

Se ho commesso errori, mi è sfuggito qualcosa, non ho spiegato bene un punto, potete avvisarmi lasciando un commento all’articolo. Come ho detto non sono un esperto, sono abbastanza certo di aver sbagliato o tralasciato qualcosa… 😛 però se lasciate un commento provvederò a migliorare subito questo articolo, che secondo me merita di esser letto, soprattutto da chi non crede nella Blockchain (più che nel Bitcoin).