Di Maio attacca i sindacati: “Se non si autoriformano da soli, lo farò io”




Parole davvero forti quelle spese dal candidato premier del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, verso i sindacati. Non si è lasciato di certo intimorire dai suoi colleghi, la cui maggioranza la vede l’esatto opposto di lui.

Secondo Di Maio, serve una riforma seria delle organizzazioni sindacali per restituire competitività all’Italia. Ed è proprio questo che ripete a gran voce durante il Festival del lavoro di Torino, tenutosi dal 28 al 30 settembre.

Le sigle sindacali devono cambiare radicalmente. Dobbiamo dare possibilità alle associazioni giovanili di contare nei tavoli di contrattazione, serve più ricambio. O i sindacati si autoriformano o quando saremo al governo faremo noi la riforma.

Quello che sembra essere un ultimatum dato da Di Maio, non è l’unica cosa detta durante il Festival.

Un sindacalista che prende la pensione d’oro o finanziamenti da tutte le parti ha poca credibilità per rappresentare un giovane di trent’anni.

Il candidato premier del 5 Stelle parla anche di Internet, definendola la più grande fabbrica di posti di lavoro. Secondo Di Maio infatti, se avessimo aumentato del 35% gli investimenti su Internet, in questo momento ci ritroveremmo con il 5% di disoccupazione giovanile in meno. Prendendo come esempio l’Olanda e la sua diffusione in questo mercato, ora ci ritroveremmo con ben 270mila nuovi posti di lavoro, sempre secondo Di Maio.

Per avere un processo di recupero posti di lavoro, vanno fatti investimenti in tecnologia.

Conclude così il suo discorso, che ha visto molti colleghi discordi e quasi inorriditi per le parole dette.

Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, definisce le parole di Di Maio autoritarie ed insopportabili. Dando in un secondo momento dell’ignorante al candidato premier del Movimento 5 Stelle, e dell’arrogante per aver dimostrato che, a detta sua, il pensiero della riforma dei sindacati sia solo di chi governa senza riconoscere la rappresentanza.

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Lettera Veronica Panariello

Ma non arrivano solo dalla Camusso delle parole di totale sdegno riguardo le affermazioni di Di Maio. Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, vuole sottolineare i lunghi anni di lavoro che ci sono alle spalle dei sindacati. Secondo Poletti infatti, bisogna rispettare le sfere di competenza e responsabilità di ognuno, senza avere il diritto di commentarle o di pretendere un cambiamento. Questa, sempre per lui, è la vera democrazia, che a quanto pare Di Maio non ha rispettato con le sue affermazioni fuori luogo.

Fonte TGCOM24

 

 

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