Italia, prima per evasione dell’IVA in tutta Europa

Marta Lorenzon - Pubblicato il: 5 Ottobre 2017

Un dato allarmante quello che emerge dall’ultimo rapporto della Commissione Europea, eppure il migliore da anni.

Potrà sembrare incredibile, eppure nonostante l’Italia continui a detenere il primato tra i Paesi Europei con la maggiore evasione dell’IVA, si “consola” nel constatare il suo miglioramento dagli anni precedenti.

Partiamo dal principio, con la definizione di che cosa sia l’IVA in questione, che il nostro Paese evade in così gran numero. L’IVA, ovvero l’imposta sul valore aggiunto, è un’imposta indiretta che viene applicata in fase di produzione e scambio di un bene o di un servizio.

Che cos’è emerso dall’ultimo rapporto? 

La Commissione Europea si è ritrovata di fronte ad un gap – divario – tra l’IVA prevedibile e quella realmente incassata di ben 35 miliardi di euro. Questo risalente al 2015.

Insomma, nel 2015 l’intera Europa ha perso 152 miliardi di euro di IVA non incassata nel nostro bel Paese.

Ma se già questo farebbe rimanere a bocca aperta chiunque, la parte “migliore” arriva ora. Seppur questi dati confermino l’Italia in vetta a questo triste record, bisogna sottolineare quanto in verità questa situazione sia migliorata. Nel 2014 il divario era di ben 38 miliardi, 3 in più dell’anno successivo. E come se non bastasse, nel 2011 il gap aveva toccato i 41 miliardi di euro.

Nonostante i dati facciano sudare freddo, dobbiamo parlare di un miglioramento del 3% dal 2011 ad oggi che si spera possa solo che aumentare.

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Anche Pierre Moscovici, commissario agli affari economici, ha detto la sua a riguardo, affermando che presto arriverà una nuova proposta legislativa. Secondo lui infatti, occorre una revisione delle regole poiché quelle attuali sono datate 1993.

La nostra riforma aiuterà a tagliare le frodi transazionali dell’80% e a recuperare denaro molto importante per le casse statali.

L’Italia non è l’unica in via di miglioramento. Sempre dai dati del 2015 raccolti dalla Commissione, si registra una diminuizione del gap di 8,7 miliardi di euro. In percentuale, per capirsi meglio, il divario è sceso dal 14% degli anni precedenti, al 12,7%.

Tra i molti Paesi in via di miglioramento, abbiamo i più significativi: Malta, Romania e Spagna.

Mentre tra gli Stati che hanno subito un leggero aumento del gap troviamo: Belgio, Danimarca, Irlanda, Grecia, Lussemburgo, Finlandia e Regno Unito.