Ultimi dati Cgia: al sud una persona su due è a rischio povertà




Sono davvero preoccupanti gli ultimi dati forniti dalla Cgia, Associazioni Artigiani Piccole Imprese, di Mestre. Mentre la futura crescita economica del Paese sembra essere molto positiva, quella attuale dimostra la divisione netta dell’Italia. Tra Nord e Sud il divario è notevole, ed un meridionale su due rischia la povertà.

I risultati registrati che sono stati messi a confronti dall’Ufficio studi della Cgia, comprendono quattro indicatori precisi. Il Pil pro capite: che si ottiene dividendo il Pil (la ricchezza che un certo Paese è in grado di produrre nell’arco temporale di un anno) per la popolazione; in questo modo si ottiene una misura del benessere medio dei cittadini. Il tasso di occupazione ed il tasso di disoccupazione. Ed infine il rischio povertà o esclusione sociale.

I dati riguardanti il Pil pro capite, sono tra i più preoccupanti. Gli ultimi dati forniti risalgono al 2015, essendo l’ultimo dato disponibile a livello regionale. Se nel 2007, l’anno che anticipava la crisi del nostro Paese, il divario tra le regioni del Nord e quelle del Sud era di 14.255 euro, nel 2015 è salito a 14.905 euro. Si conta un Pil pro capite di 32.889 euro al Nord, e di soli 17.984 euro al Sud.

Mentre le variazioni più negative sono state registrate in Sardegna, Sicilia, Campania e Molise, troviamo un miglioramento in Basilicata e Puglia.

Belgio bambina bruciata

Tra i dati che fanno più riflettere, troviamo quelli riguardanti il tasso di occupazione. Il divario che si è andato a creare tra la prima e l’ultima classe, è davvero notevole. Prendendo come esempio la percentuale di occupati registrata l’anno scorso nella Provincia autonoma di Bolzano, troviamo un bel 72,7%. Se mettiamo a confronto questo dato con quello registrato durante lo stesso periodo ma in Calabria, troveremo un gap – divario – di ben 33 punti.

Tra le regioni che hanno avuto un aumento considerevole della percentuale registrata dei senza lavoro, troviamo Campania, Sicilia e specialmente la Calabria.

Anche per l’esclusione sociale la situazione è nettamente peggiorata. Sempre tenendo conto la situazione nell’anno 2007, al Sud il 42,7% della popolazione era a rischio povertà. Nel 2015 la percentuale è salita fino a raggiungere il 46,4%, tanto da poter dire che una persona su due è a rischio povertà. Anche al Nord la percentuale è aumentata, e dal 16% del 2007 è arrivata nel 2015 al 17,4%, dati che seppure tristi non sono paragonabili a quelli riscontrati nelle regioni Meridionali.

Fonte TGCOM24

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