Mamma: una missione e un mestiere usurante sottovalutato

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La giornata della mamma

Casa, asilo, lavoro, spesa, cena, giochi. La giornata è sempre  troppo piena. E ogni volta che    finisce, lo stesso rimpianto: il timore di aver trascurato i bambini. Dov’è la soluzione?



La mamma, una donna in lotta con l’orologio

Un corpo a corpo quotidiano con le lancette che corrono, nel tentativo di conquistare tempo prezioso: per il lavoro, la spesa. la cena da preparare.

Ma soprattutto per stare con loro, i bambini. Vi riconoscete? Travolte da girandola inarrestabile di impegni, a fine giornata la sensazione è netta: li avete trascurati.

Una volta di più li avete affidati a quell’impagabile baby sitter che ai chiama televisione o videogioco. Piazzati davanti allo schermo non parlano, non chiedono. sembrano non avere bisogno di voi. In breve, sono neutralizzati. Tutto bene. allora?



No la calma è solo apparente. Dentro di voi si agita la tempesta e, alla sera, eccolo ricomparire. Puntuale come sempre arriva lui: il senso di colpa. Perché ancora una volta avete dato La precedenza ad attività meno importanti dei vostri affetti.

Vada come vada, questo e caos

Forse si tratta di disorganizzazione. Forse un cambiamento del vostro stile di vita potrebbe far funzionare meglio il Ménage e attutire quel senso di inadeguatezza verso la famiglia che vi angoscia così tanto. Non è un’impresa impossibile, molte cadono nel baratro di una vita caotica proprio perché si affidano più all’improvvisazione e all’idea che alla fine tutto si aggiusta. Così si agisce in modo impulsivo per sentirsi più libere, meno incanalate nei binari della routine. Ma le giornate all’insegna del ‘vada come vada” creano ansia e stress. Il tempo rimane poco. Per farlo fruttare al meglio, meglio fare un po’ di chiarezza.

Tutto in due ore? impossibile

No. non basta l’acquisto di un’agenda computerizzata. Bisogna fermare la corsa e capire a quale tappa volete dare la precedenza. Prima di tutto dividete i compiti: quelli che dovete fare per forza. quelli che dovreste fare, quelli che vi piacerebbe fare e quelli che potete rinviare. Poi datevi degli obiettivi, con sano realismo.

Esempio? Una volta uscite dal lavoro. toglietevi dalla testa l’illusione di combinare tutto nelle due ore che vi restano: spesa al supermercato camicie da stirare. cena da cucinare, quattro scherzi con i bambini. Proprio perché si tratta di un’impresa impossibile, la vostra agitazione aumenterà, con effetti decisamente negativi sull’umore di tutta la famiglia.

Una mamma In preda all’ansia, che si lamenta per la stanchezza, per tutte le faccende che le restano ancora da sbrigare, non è una bella immagine per un bambino. Anche perché i figli si sentono immediatamente responsabili dei nervosismi dei genitori.

Domani è un altro giorno

Che cosa potete fare allora? Un inventario delle vostre priorità, personali e affettive. Come primo passo, eliminate il superfluo. Limitatevi al necessario e rimandate il resto a domani. Meglio sentirsi in colpa verso il cesto della biancheria che verso vostro figlio. E ricordatevi: nella riorganizzazione psico-affettiva della vostra vita, prevedete uno spazio anche per voi. L’affetto riservatelo prima di tutto a voi stesse.

Non è bieco egoismo, ma pura terapia di sopravvivenza. Volersi bene significa pianificare nel corso della giornata qualche spazio in cui pensare solo a voi. Concluse le ore di lavoro, non buttatevi a capofitto nel ruolo di mamma, spinte dall’ansia di recuperare il tempo sottratto ai bambini. Concedetevi una pausa, un’occhiata ai negozi, un aperitivo con le colleghe.

Può bastare anche solo una mezz’oretta, non ci vuole molto per ricaricarsi e non rientrare a casa distrutte e incapaci di dare dolcezza e attenzione al bambini che vi aspettano. E poi, non sentitevi ancora più in colpa: i minuti riservati solo a voi stesse avranno buoni effetti anche sui figli. Perché a casa arriverà una mamma più serena e allegra.

Una buonanotte, solo per loro

Il piacere di stare insieme, anche poco, ma intensamente è l’obiettivo cui bisogna puntare. Basta un gesto, un’attenzione affettuosa per cancellare tutte le ore in cui si è rimasti separati. I bambini sanno cogliere le sfumature. La stessa carezza, data con indifferenza mentre pensiamo a quanto siete stanche e in ritardo, diventa inutile proprio perché “non sentita’.

Infine, programmate quei mitici 30 minuti da dedicare veramente solo a loro. Il momento migliore? Dopo cena, prima che vadano a letto. Ma fatelo sempre, senza improvvise sbavature che farebbero sentire i bambini traditi. Insomma, rimandate la telefonata con l’amica.

Il momento della buonanotte, quando ci si parla e ci si ascolta con serenità, senza fretta, quando si scherza o si legge una favola, può causare una colla per gli affetti. E se diventa un rito, per i bambini sarà ancora più intenso e atteso..

Perfezione, no grazie

Non esagerate però con l’organizzazione superperfetta. Dove tutto è studiato a tavolino, senza un minuto lasciato al caso. Se il caos crea ansia e agitazione, la perfezione cristallizza gli affetti. Il rischio è trasformarsi in donne computerizzate: troppo rigide. Il compromesso è la via giusta.



Comprate l’agenda, pianificate la giornata, formulate i vostri obiettivi, ma sappiate che la perfezione a tutti i costi logora i nervi. Essere organizzate significa anche risolvere l’imprevisto senza drammi. Arrivate a casa e il frigorifero è vuoto? Prendetela come un’occasione per non cucinare. per passare una serata diversa, alternativa, tutti insieme in pizzeria.


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