Nasconde per anni il cadavere dei figli nell’armadio: dopo 10 anni la verità

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Sono trascorsi 10 anni da quando è venuta alla luce la drammatica storia di Bernadette Quirk. La donna inglese aveva nascosto nell’armadio della camera da letto, i tre corpi dei figli nati morti. Dagli anni ’80 fino ad oggi, la figlia Joanne Lee racconta la verità dietro a questa terribile vicenda.

La depressione degli anni ’80

Erano gli anni ’80, e Bernadette Quirk si era appena separata dal marito. Nonostante l’allora giovane Joanne Lee avesse molti fratelli e sorelle bisognosi di una figura materna, la donna è caduta in una depressione molto profonda. Durante quegli anni, tra il 1985 ed il 1995, Bernadette si è data ad una vita di alcool e rapporti sessuali occasionali. A causa di questo suo stile di vita, la figlia maggiore Joanne si è trovata costretta a fare da madre ai fratelli, fino a ritrovarsi di fronte ad una terribile verità.

Nel 1998, la sorella Cath di soli 16 anni, ha confidato a Joanne di aver scoperto qualcosa di macabro riguardo la madre. All’interno dell’armadio presente nella camera da letto di Bernadette, aveva scoperto il cadavere di un neonato. Quando Joanne ha verificato le parole della sorella, ha fatto il ritrovamento del primo fratellino a lei sconosciuto. John era il nome di quel neonato custodito all’interno dei fogli di giornale e poi inserito in una busta di plastica ricoperta da profumo per ambienti. Joanne afferma che in quel momento aveva deciso di prendere le difese della madre, ed aiutarla a seppellire il fratello nella tomba di famiglia. L’allora ragazza sapeva che quel suo comportamento l’avrebbe potuta condurre in carcere, ma era convinta che la madre avesse agito per il dolore estremo provato per la perdita di un figlio.

2009, il ritrovamento di altri tre corpi

Nel 2009 Joanne si è trovata di fronte ad un’altra macabra scoperta. All’interno di quell’armadio dov’era custodito il fratellino John, c’erano altri tre corpi. Altre tre sorelle rimaste in silenzio.

Così come afferma la donna, se avesse saputo prima della presenza di altri neonati, avrebbe subito contattato la Polizia, ma quella chiamata partì solo nel 2009.

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Dal processo del 2010 alla morte di Bernadette

Nel 2009 Joanne denuncia la madre e svela alla Polizia la presenza dei cadaveri all’interno dell’armadio della donna. Secondo quanto è stato scoperto successivamente, i piccoli cadaveri erano nascosti in quel posto da almeno 20 anni. Da qui si è dedotto che fossero il frutto della vita sregolata che Bernadette aveva condotto negli anni ’80.

Nonostante nel 2010 la donna avesse confessato davanti alla Corte quanto commesso, venne assolta poichè considerata malata mentale e con disordini congenitivi. Nel febbraio 2019 arriva la notizia della sua morte.

Silent Sisters, il libro che svela la verità

Nell’aprile del 2019 uscirà il libro della figlia Joanne Lee, ora madre di tre figli e nonna. Nella sua autobiografia intitolata Silent Sisters, la donna racconta l’intera verità dietro a quella terribile storia che vede protagonista la madre e la sua famiglia.

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Dopo essere stata per prima accusata di aver ucciso le sue sorelline, Joanne rompe il silenzio e svela i fatti ed i suoi sentimenti riguardo quanto accaduto. Dalla sua decisione di aiutare la madre con il fratellino nato morto, fino al ritrovamento delle altre tre sorelle che non ha mai potuto conoscere.

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