Papa Francesco in Marocco rinsalda l’amicizia tra cristianesimo e islam

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Papa Francesco e il re del Marocco Mohammed VI firmano l’appello per Gerusalemme

Buoni frutti ha portato la recente visita di papa Francesco in Marocco. Evidente lo scopo del pontefice: rinsaldare l’amicizia tra cristianesimo e islam, e la comunanza di intenti tra le due grandi religioni monoteiste.

Già un importante passo in questa direzione era stato il “Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune”. La firma del testo da parte di papa Francesco e del Grande Imam di Al-Azhar risale al 4 febbraio scorso.

La religione in Marocco

In Marocco il 90% della popolazione è musulmano. Al restante 10% appartengono le minoranze religiose dei cristiani e degli ebrei.

Il governo marocchino è alieno da estremismi e improntato alla tolleranza. In particolare il diritto di famiglia tutela maggiormente la donna rispetto agli altri stati arabi.

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L’istituto “Mohamed VI”

Papa Francesco ha visitato insieme al re del Marocco Mohammed VI l’Istituto per la formazione degli Imam (intitolato al sovrano). Aperto a uomini e donne, lo stesso re l’ha fortemente voluto al fine di arginare ogni forma di estremismo religioso di matrice islamica.

E’ la prima volta che un pontefice può mettere piede in una scuola appartenente a questa tipologia.

Diocesi di Rabat

Il pontefice ha poi preso visione della Caritas della diocesi di Rabat. Ente molto attivo sul territorio, ha promosso il programma “Qantara” per il sostegno dei migranti; il programma è portato avanti dalla comunità dei fedeli.

Appello per Gerusalemme

Papa Francesco e il re Mohammed VI hanno inoltre firmato l’appello per Gerusalemme. Nel significativo documento si afferma che la città di Gerusalemme (nota nel mondo arabo come Al Qods Acharif) è “patrimonio comune dell’umanità e soprattutto per i fedeli delle tre religioni monoteiste”. A tutti i fedeli si deve garantire il diritto di “esercitare il proprio culto”.

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