Talismani e portafortuna del mondo: l’internazionalità della superstizione

Ogni cultura, antica o moderna, tribale o sofisticata, si serve di portafortuna e talismani per meglio dominare i timori e le paure. O, per meglio dire, a scopo apotropaico, per allontanare presunte influenze negative e ostili, considerate in grado di ostacolare la propria esistenza.

Si va da quelli più diffusi in Europa, come corni, quadrifogli o coccinelle, ad altri meno conosciuti, appartenenti ai più diversi paesi del mondo. Conosciamoli dunque insieme, in un viaggio virtuale davvero affascinante!

https://www.youtube.com/watch?v=z_flclsRTg8

L’occhio di Allah

Si tratta di un amuleto turco, molto diffuso in Grecia, che ricorda un occhio; ha anche il nome di “devil eye“. E’ in genere di colore blu e viene usato per combattere il malocchio; esso protegge in particolar modo i bambini. “Quando l’occhio di Allah si rompe,  ha assorbito il malocchio e quindi deve essere sostituito per una uova protezione”.

La hamsa: una mano tra i portafortuna

Molto diffusa nei paesi del Medio Oriente è la hamsa, meglio nota come mano di Fatima (nel mondo musulmano) o mano di Miriam (nella cultura ebraica).  Questo gentile portafortuna rappresenta il palmo di una mano e svolge una funzione protettiva su persone e ambienti. Può anche essere raffigurato, in modo più minimalista, come le cinque dita della mano.

Le tetek melek in Indonesia

In alcune regioni indonesiane gli abitanti si proteggono da malattie e sfortuna grazie alle tetek melek. Si tratta di “maschere tradizionali realizzate con fronde di palma da cocco, che vengono appese sopra le porte per scongiurare i pericoli”.

I milagros: i portafortuna del Sud America

In America latina sono molto amati dei ciondoli portafortuna che si chiamano “milagros”, cioè miracoli. Essi possono raffigurare svariati soggetti, a seconda del problema che si vorrebbe risolvere e sono in qualche modo legati ai riti cattolici. Infatti sono donati dai fedeli alle statue dei santi visitati in pellegrinaggio.

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