Virginia Raggi in Procura, 4 ore di dichiarazioni spontanee

Virginia Raggi come era prevedibile, si è presentata presso la Procura di Roma per rendere le sue dichiarazioni spontanee, in merito alle inchieste per le quali risulta indagata. La prima cittadina romana, ha incontrato i magistrati per quattro ore, la Procura l’ha iscritta nel registro degli indagati per i reati di abuso d’ufficio e falso. Il provvedimento era stato emesso a seguito della nomina di Salvatore Romeo come capo della sua segreteria politica e per la scelta di Renato Marra come capo del Dipartimento Turismo di Roma. Secondo quanto dichiarato dai suoi legali nei giorni scorsi, la sindaca aveva intenzione di sottoporsi ad un colloquio con i pubblici ministeri. Lo scopo della sua richiesta, era rendere alcune dichiarazioni in merito alle inchieste sopra citate.

Il Tribunale di Roma in Piazzale Clodio

Virgina Raggi: “incontro cordiale, sono fiduciosa”

L’incarico di prima cittadina, è partito in salita sin dall’inizio per Virginia Raggi e questo era inevitabile. La situazione in cui si trovava il Comune di Roma dopo le vicende di ‘mafia capitale‘ e la cattiva gestione dei governi precedenti. La giovane esponente del Movimento 5 Stelle è stata eletta dopo i ballottaggi.  Si è presentata spontaneamente dai magistrati, che stanno indagando sulle inchieste per le quali lei stessa è indagata. Dopo quattro lunghe ore di interrogatorio, la Raggi si è detta tranquilla e soddisfatta, ma soprattutto molto fiduciosa. Ora i magistrati dovranno valutare la documentazione e le dichiarazioni acquisite, per decidere se archiviare o rinviarla a giudizio. Questa la sua prima dichiarazione:”E’ stato un colloquio molto cordiale, del resto lo avevo chiesto io, sono fiduciosa“.

Virginia Raggi non si dimetterà

La sindaca ha già fatto sapere diverse settimane fa, che non si dimetterà in caso di rinvio a giudizio. L’inchiesta è partita nell’estate del 2016, quando fu triplicato lo stipendio a Salvatore Romeo, nominato capo della segreteria politica. Il funzionario percepiva inizialmente trentanovemila euro, poi diventarono 110mila, salvo poi scendere a 93mila dopo l’intervento dell’Autorità nazionale anti corruzione. I difensori di Virginia Raggi, hanno spiegato che la nomina era regolare, perché prevista dall’articolo 90 del Tuel. Per quanto riguarda invece la nomina di Renato Marra, l’esponente del Movimento 5 Stelle è stata indagata, per aver dichiarato di aver deciso personalmente tale scelta.

Renato Marra e Virginia Raggi

Le dichiarazioni discordanti di Virginia Raggi

Quello che ai magistrati non torna, è una chat nella quale si evince che Virginia Raggi manifesta il suo imbarazzo nei confronti di Raffaele Marra per aver scelto il fratello. Da queste conversazioni si evince che la dichiarazione iniziale della sindaca, sarebbe discordante con il contenuto di quei messaggi. Per quanto riguarda invece la nomina di Salvatore Romeo, ci sono le famose polizze assicurative. Da un controllo eseguito, è risultato che la sindaca era beneficiaria delle assicurazioni per 41mila euro, ma lei a riguardo si è dichiarata completamente estranea. Non ci resta che attendere nei prossimi giorni, la decisione della Procura della Repubblica sul destino della prima cittadina. Se la decisione sarà l’archiviazione, il tutto si rivelerà una bolla di sapone, in caso contrario Virginia Raggi andrà alla sbarra.

Salvatore Romeo

 

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