Il bisso: un tessuto antico proveniente non dalla terra, ma dal mare

Il bisso: un tessuto antico proveniente non dalla terra, ma dal mare

Il sole e il mare hanno un effetto benefico sulla dermatite atopica.

Dal mare ha avuto origine la vita, sia animale che vegetale; le sue  acque (un tempo) pescose forniscono da sempre all’umanità molluschi, alghe e pesci. Ebbene, oltre a fornire il vitto all’essere umano, il mare può fornirgli perfino il necessario per vestirsi.

Infatti esiste una raffinata e ormai rara stoffa di origine marina, chiamata bisso. Qualcuno ricorderà questa delicata tela perché è citata nel romanzo di Jules Verne Ventimila leghe sotto i mari; vi si legge infatti che il capitano Nemo e l’equipaggio del Nautilus indossano abiti di questo tessuto, conosciuto anche come seta marina. Lo straordinario tessuto è citato anche nella Bibbia, per la sua raffinatezza.

La Pinna nobilis, da cui si ricava il bisso

Il bisso si ricava dai filamenti di una conchiglia bivalve del Mediterraneo, che può raggiungere la lunghezza di un metro. Nota anche come nacchera, questa conchiglia vive più di vent’anni. Una volta onnipresente nelle acque del Mediterraneo, la Pinna nobilis è considerata dagli anni Novanta una specie a rischio di estinzione.

Un nobile tessuto filato ancora oggi in Italia

Ancora oggi in Sardegna, a Sant’Antioco, si fila e tesse  il bisso. Custodi e maestre di questa tradizione sarda sono le tessitrici Assuntina e Giuseppina Pes.  La pesca della Pinna nobilis è illegale, essendo il mollusco in via d’estinzione; perciò le due abili artigiane lavorano esclusivamente bisso del 1920, generosamente donato “dagli eredi del maestro Italo Diana e  dalla maestra Efisia Murroni”.

Da non dimenticare infine il museo del bisso di Chiara Vigo sito a Sant’Antioco; Chiara Vigo è un Maestro di tessitura antica e tesse, lavora e ricama la seta marina.

Il bisso tarantino

Fin dall’antichità si è tessuto il bisso in Puglia, a Taranto, una attività tradizionale durata all’incirca fino alla prima metà del Novecento. Qui il prezioso tessuto era chiamato “lana-penna” e ha dato origine a un fiorente artigianato.

Alla produzione e alla tradizione del bisso pugliese è legata la figura della studiosa Rita del Bene, che provò, vanamente, a far diventare industriale la lavorazione artigianale di seta marina di Taranto.


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