Mamma coraggio, nega le cure per far nascere il figlio

Mamma coraggio, nega le cure per far nascere il figlio

Una storia davvero commovente quella che arriva da Firenze. Ribattezzata come “mamma coraggio“, Caterina Morelli si è rifiutata di abortire per sottoporsi alla chemioterapia. Sabato scorso è stato celebrato il suo funerale, descritto dalle 500 persone presenti come una festa. Ecco la sua storia.

Caterina Morelli aveva appena 31 anni quando nel 2012 le era stato diagnosticato un tumore. All’epoca incinta del suo secondogenito, si è trovata a dover prendere una decisione davvero difficile. Mamma Caterina doveva scegliere se portare a termina la gravidanza oppure abortire e iniziare le cure contro il tumore. La donna, con coraggio e amore, ha scelto di mettere al mondo Giacomo, e solo successivamente di iniziare interventi e chemioterapie contro il brutto male di cui soffriva.

Il ritorno della malattia

Mentre si pensava che il tumore fosse stato sconfitto, nel 2016 una nuova forma di cancro viene ritrovata in mamma Caterina. Questa volta il male è molto più aggressivo e la donna è stata sottoposta a cure pesanti ed invasive. Così come raccontano gli stessi amici e familiari, è stata Caterina a supportare chi le stava attorno e non il contrario. Una mamma che ha lottato duramente per la sua vita e per la felicità dei suoi cari.

A gennaio di quest’anno i medici le hanno dato la cattiva notizia: ormai non le rimaneva più tanto tempo. La mamma-coraggio molto vicina alla Chiesa e ai frati della Santissima Annunziata, ha espresso il suo ultimo desiderio: assistere alla Prima Comunione della figlia Gaia. Anticipata la cerimonia, mamma Caterina è riuscita ad essere al fianco della figlia in quell’importante momento. Pochi giorni dopo è entrata in coma ed è poi deceduta.

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L’ultimo addio a mamma Caterina

Il funerale di mamma Caterina è stato celebrato sabato scorso, raccontato da tutti come un momento di festa. Proprio come avrebbe voluto la mamma-coraggio, il suo funerale è stato un momento di ritrovo per tutti coloro che le volevano bene. All’uscita dalla Chiesa sono stati sparati dei fuochi d’artificio per dirle per l’ultima volta addio, anche se la donna non verrà mai dimenticata. Uno striscione di fronte all’edificio religioso salutava la mamma così: “Cate, sei volata nel cielo di Firenze per renderla più luminosa e bella“.


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