Materiali preziosi: le sostanze che costano di più al mondo

Materiali preziosi: le sostanze che costano di più al mondo

Quando si pensa ai materiali preziosi più cari, il pensiero va ai metalli preziosi (oro e argento) e alle gemme. In realtà nell’era contemporanea le  esigenze dell’industria, della tecnologia e della scienza hanno dato maggior rilievo a sostanze ben diverse.

Scopriamole insieme: si tratta di quattro elementi, alcuni dei quali vi stupiranno. Dall’elenco sono state escluse le sostanze illegali, come le droghe e i frutti del bracconaggio.

Il più importante tra i materiali preziosi: l’antimateria

L’antimateria ha attualmente il valore di 54 trilioni di euro al grammo. Ma cosa è l’antimateria? La fisica quantistica afferma che a ogni particella corrisponde una antiparticella, che ha la stessa massa, ma opposta carica elettrica. Per esempio, all’elettrone corrisponde, simmetricamente, il positrone. “Per produrre le antiparticelle si può generare un urto tra due particelle ad alta energia. In questo caso una parte dell’energia so converte in materia e antimateria”. L’antimateria viene studiata e prodotta in laboratorio in quanto si tratta di una potenziale fonte di energia.

Il californio

Tra i metalli radioattivi il californio è sicuramente il più prezioso; il suo valore sul mercato è infatti di 21 milioni di euro al grammo. Esso è una sostanza radioattiva creata dall’uomo; la sua creazione, avvenuta nel 1950, si deve al chimico americano Glenn T. Seaborg. Attualmente il californio è impiegato in radiografia neutronica e nelle centrali nucleari.

Il principe dei materiali preziosi: il diamante

Al terzo posto della classifica si piazza il diamante, dal valore di 48.000 euro al grammo. Come tutti sanno, il diamante è “un cristallo trasparente costituito da atomi di carbonio”, che formano una struttura tetraedrica. Le più importanti miniere di diamante si trovano in Sudafrica. E’ il minerale più duro scoperto finora sul nostro pianeta.

Il trizio

Il trizio è ” un isotopo radioattivo dell’idrogeno”. Il suo valore è di 27.000 euro al grammo. Esso è presente in piccole quantità in natura, ma si può produrre in laboratorio. E’ utilizzato “come   tracciante in ricerche chimiche ed è un componente della bomba termonucleare o a idrogeno”.

 

 


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