Vaccini: come si giunge dalla ricerca alla loro produzione

La scoperta dei vaccini si deve al medico inglese Edward Jenner, il quale nel 1796 iniettò a un bambino una piccola quantità di pus proveniente dalla vescica di una donna ammalata di vaiolo vaccino (malattia che colpiva cioè le vacche e in parte gli allevatori); in questo modo il bambino divenne immune al vaiolo umano. La comunità scientifica fu inizialmente diffidente verso l’eccezionale scoperta di Jenner, ma nel 1800 la vaccinazione contro il vaiolo era già divenuta una riconosciuta prassi medica.

La tecnica di produzione dei vaccini fu successivamente perfezionata dal chimico francese Louis Pasteur, che ( tra le altre cose) scoprì la vaccinazione contro l’idrofobia. Molto importante fu poi, negli anni intorno al 1950, la scoperta del vaccino per la poliomelite, da assumere per via orale, che si deve al medico americano Albert Sabin.

Tipologie di vaccini virali

I vaccini possono essere batterici e virali. In particolare, attualmente esistono tre tipologie di vaccini virali: a Rna, a Dna e proteico. Nel vaccino a Rna si inietta nel corpo umano “una sequenza di Rna sintetizzata in laboratorio”; ciò stimola le cellule a produrre una proteina che induce l’organismo a produrre i giusti anticorpi.

Lo stesso procedimento vale per quello a Dna, solo che a essere iniettata nel paziente è una sequenza di Dna, sempre sintetizzata in laboratorio. Infine nel vaccino proteico in un primo momento si sintetizzano in laboratorio “frammenti di proteine del capside virale”, che, una volta iniettati, permettono all’organismo di produrre i giusti anticorpi.

La lunga strada verso la loro produzione e distribuzione

A una analisi accurata del futuro vaccino, segue una prima sperimentazione su “organismo complessi viventi non umani”. Segue poi la “sperimentazione clinica sull’uomo”, che si svolge in tre fasi. Solo se tutte e tre le fasi danno risultati positivi, “il vaccino viene registrato e si procede alla produzione e distribuzione su larga scala”.

L’intero processo di realizzazione e produzione di vaccini richiede di norma tempi piuttosto lunghi: in media sette anni. Tuttavia, nel caso del virus SARS-CoV2 (meglio noto come Covid) si prevedono tempi più brevi, tra i dodici e i diciotto mesi, in quanto numerose équipe di scienziati e ricercatori in tutto il mondo stanno coordinando i loro sforzi in tal senso.

 

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